Consegna mezzo protezione Civile Calderara di Reno

Mezzo protezione civile- Terna Articolata

Il 06 aprile 2024, Sibo ha avuto il piacere di prendere parte alla cerimonia di consegna delle chiavi di una terna articolata alle volontarie e ai volontari della Protezione Civile Calderara di Reno
Questo dono è stato possibile anche grazie al sostegno di VF VENIERI SpA, un nostro cliente storico e un’azienda rinomata per la costruzione di macchine per il movimento terra.
L’impegno dei volontari e la loro dedizione durante le alluvioni del 2023 che hanno colpito l’Emilia Romagna, in particolare la zona del ravennate, sono stati fondamentali.
A loro vanno i nostri più grandi ringraziamenti, poiché rappresentano il nostro argine durante le emergenze.
Ricordiamo che il lavoro dei volontari è costante e riguarda sia la gestione delle emergenze che il monitoraggio e la prevenzione.
Per contribuire in modo concreto al meraviglioso lavoro svolto dai volontari della Protezione Civile di Calderara, lasciamo qui il link per la donazione del 5 per mille.

Ci auguriamo che la terna, piccola e solida, si riveli uno strumento utile per aiutare nei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fiumi e nella gestione delle emergenze.
Crediamo nella crescita sul territorio e con il territorio; questo è l’unico modo in cui vogliamo progredire.

Infine, un grande ringraziamento va anche al sindaco di Calderara, Giampiero Falzone, e alla vicepresidente della regione, Irene Priolo entrambi presenti alla cerimonia e sempre pronti a rispondere alle esigenze della cittadinanza.

Metalmeccanica: una panoramica

Fabbrica Metalmeccanica

Il termine metalmeccanica deriva dalla fusione di “metallurgico” e “meccanica”. La parola metallurgico è riferita alla scienza e alla tecnologia della produzione, della lavorazione e dell’utilizzo dei metalli. Meccanica è la disciplina che studia il movimento e le forze degli oggetti.

La metalmeccanica rappresenta il settore industriale riguardante la lavorazione dei metalli e la loro conseguente trasformazione in oggetti. Utilizza i prodotti semilavorati provenienti dalla metallurgica per la fabbricazione di prodotti finiti.
In linea generale i principali settori sono: mezzi di trasporto (veicoli, movimento terra, treni, ecc.), macchine di produzione, carpenteria e altri.

L’industria metalmeccanica ricopre un ruolo rilevante in tutti i Paesi, in termini quantitativi, di occupazione, di valore aggiunto, strategico e di commercio internazionale. Contribuisce in maniera determinante sullo sviluppo di un Paese.
Quantitativamente, tutte le categorie di prodotti classificate come beni strumentali d’investimento dall’Istituto Nazionale di Statistica appartengono al settore metalmeccanico. Inoltre, circa l’82% della produzione considerata ad alta e medio/alta tecnologia nasce dal settore metalmeccanico. Parallelamente, circa l’80% delle produzioni del settore, classificate in base alle spese sostenute per ricerca e sviluppo, sono identificate come ad alta medio/alta tecnologia.

Metalmeccanica: evoluzione e sviluppo

La metalmeccanica fu la prima industria a far partire l’evoluzione tecnologica, tanto da comportare un sostanziale cambiamento della produzione con l’arrivo della standardizzazione dei processi produttivi, permettendo la realizzazione di prodotti uniformi e compatibili.
Il settore impiega quasi 2 milioni di lavoratori, principalmente con contratti a tempo indeterminato, che rappresentano l’85% del totale. Un numero significativo di dipendenti, pari al 9%, opera con contratti a termine, mentre il restante 6% è costituito da lavoratori autonomi.
Negli ultimi anni, il settore ha registrato una tendenza crescente, infatti nel periodo gennaio-settembre 2023, le esportazioni sono cresciute del 4% e le importazioni dell’1,5%, attualmente però l’andamento sta registrando un rallentamento.

Lavorazioni meccaniche

La lavorazione meccanica è un processo di produzione che consiste nel dare forma ad una materia prima, come metallo, plastica o legno ottenendo un pezzo finito con dimensioni precise e caratteristiche tecniche specifiche

I metalli possono essere lavorati in diversi modi, in base alle specifiche del prodotto che si vuole ottenere. Tra le lavorazioni più comuni troviamo:

Lavorazioni per asportazione di truciolo

Fresatura

Consiste nell’asportazione del truciolo grazie ad un utensile a movimento rotatorio. I principali parametri delle lavorazioni sono la velocità di taglio, quindi di rotazione, e l’avanzamento del pezzo. È una lavorazione estremamente versatile, in quanto grazie alla rotazione e alla forma della punta in movimento, è in grado di realizzare un numero elevato di forme e superfici.

Tornitura

Lavorazione in cui avviene sostanzialmente l’opposto della lavorazione appena spiegata. Infatti, nella tornitura è il pezzo da lavorare che è in movimento, sempre rotatorio, mentre l’utensile da taglio si muove lungo quest’ultimo.

Foratura

Lavorazione che permette di realizzare fori mediante l’utilizzo di un utensile rotante e traslante in direzione assiale

Taglio

è una lavorazione che si riferisce all’azione di dividere o separare un materiale usando un utensile tagliente apposito

Rettifica

Processo di lavorazione meccanica che consiste nell’asportare il materiale in eccesso da un prodotto mediante l’uso di un rullo abrasivo rotante. Questo processo è ampiamente utilizzato per garantire un alto grado di precisione nelle dimensioni e nella finitura superficiale dei pezzi lavorati.

Lavorazione per deformazione plastica

Laminazione: coinvolge la deformazione plastica di un materiale tramite passaggi ripetuti tra rulli. Viene utilizzato per produrre lastre, fogli, lamiere e altre forme lunghe e sottili.

Forgiatura: coinvolge la deformazione plastica del materiale tramite compressione o stampaggio a caldo.

Magliatura: è un processo che coinvolge l’uso di un martello o di un maglio per deformare il metallo mediante colpi ripetuti. La magliatura può essere utilizzata per creare oggetti come utensili, armi, parti di macchinari.

Fonderia e sinterizzazione

La fonderia è un processo utilizzato per la produzione di componenti metallici, attraverso la fusione di materiali metallici e la successiva colata in stampi appositamente preparati. Questo processo è utilizzato per creare una vasta gamma di prodotti metallici, dalla componentistica di precisione ai pezzi di grandi dimensioni.

 La sinterizzazione è un processo utilizzato principalmente per creare oggetti solidi tramite la compressione e il riscaldamento di polveri. Le particelle del materiale vengono riscaldate a una temperatura inferiore al loro punto di fusione, ma sufficiente per far sì che le particelle si leghino insieme. Questo processo porta alla formazione di un oggetto solido, noto come sinterizzato, che conserva la forma e le dimensioni desiderate.

Processi di saldatura meccanica

La saldatura è un processo di unione permanente di due o più pezzi di metallo o materiali termoplastici, in cui i materiali di base vengono fusi insieme attraverso il calore, la pressione o entrambi. Durante il processo di saldatura, i materiali di base vengono portati a una temperatura sufficientemente elevata da fondere, consentendo loro di formare una giunzione continua una volta raffreddati.

Lavorazioni non convenzionali

Sono processi che si basano spesso su fenomeni fisici e chimici piuttosto che sull’uso di utensili meccanici

Elettroerosione che può essere a filo o a tuffo che utilizza scariche elettriche ad alta frequenza per rimuovere il materiale da una lamiera o da un pezzo solido. Viene spesso utilizzato per lavorare materiali duri o per creare dettagli complessi su parti metalliche.

Lavorazione laser: Questo processo utilizza un raggio laser ad alta energia per rimuovere il materiale da un pezzo di lavoro. Può essere utilizzato per tagliare, saldare, incidere e perforare una vasta gamma di materiali, tra cui metalli, plastica, vetro e legno.

Stampa 3D: La stampa 3D, o fabbricazione additiva, è un processo di produzione che crea oggetti tridimensionali aggiungendo materiale strato dopo strato. Viene utilizzata per creare prototipi, modelli, strumenti, parti di ricambio e anche componenti complessi come organi umani artificiali.

Metalmeccanica in cifre

Come abbiamo anticipato, la metalmeccanica occupa quasi 2 milioni di lavoratori in Italia, se rivolgiamo uno sguardo a livello Europeo, abbiamo la conferma anche a livello continentale, dell’importanza dell’industria metalmeccanica.

L’Italia riveste un ruolo di primo piano nell’industria metalmeccanica, essendo il secondo paese in Europa per numero di lavoratori.  Come ben visibile dal grafico in basso.

 Occupati metalmeccanici UE

Metalmeccanica: settori

I settori che compongono l’industria metalmeccanica sono diversi:

Produzione di macchinari: settore che si occupa della fabbricazione di macchinari e attrezzature utilizzate in una ampia gamma di settori industriali, come l’ingegneria, l’agricoltura, l’edilizia e molto altro ancora.

Produzioni di parti di ricambio: questo settore è estremamente versatile grazie al vasto assortimento di macchinari su cui è possibile installare le componenti di ricambio nuove. Si tratta di un processo che permette di sostituire solo le parti usurate dei macchinari, senza dover intervenire sull’intero sistema.

Produzione di utensili: riguarda la produzione di strumenti e utensili utilizzati per tagliare, formare, forare e lavorare materiali metallici e non metallici.

Carpenteria metallica: La carpenteria metallica comprende la lavorazione dei metalli per la creazione di strutture e componenti utilizzate nella costruzione di edifici, ponti, strutture industriali e altro ancora.

Costruzione di navi: si occupa della costruzione di imbarcazioni di varie dimensioni, dalle piccole imbarcazioni da diporto alle grandi navi da crociera e mercantili.

Costruzione di treni: riguarda la produzione di locomotive, vagoni ferroviari e altre apparecchiature ferroviarie utilizzate nel trasporto su rotaia.

Costruzione di aerei: questo settore comprende la progettazione e la produzione di aeromobili, tra cui aerei commerciali, aerei da trasporto militare e aerei privati.

Costruzione di elicotteri: si riferisce alla fabbricazione di elicotteri, che sono aeromobili ad ala rotante utilizzati per una varietà di scopi, tra cui il trasporto civile e militare.

Costruzione di autoveicoli: riguarda la produzione di veicoli a motore, compresi automobili, camion e veicoli commerciali leggeri.

Costruzione di motociclette: settore che comprende la produzione di motociclette, veicoli a due ruote a motore utilizzati per scopi ricreativi, sportivi e di trasporto personale.

Metalmeccanico: ruoli, competenze, figure ed opportunità

CHI È?

L’operatore metalmeccanico è la figura professionale che lavora nell’industria metalmeccanica. È un collaboratore subordinato con mansioni prevalentemente manuali, la cui attività si svolge all’interno degli stabilimenti industriali, in cui vi è la lavorazione dei metalli per ottenere pezzi e componentistica.

COSA FA?

Consiste in una posizione lavorativa concentrata sull’uso di macchine e strumenti specifici per realizzare le lavorazioni elencate inizialmente. Il collaboratore si occupa del processo produttivo del prodotto, a partire dal metallo grezzo fino al controllo della qualità.
Vi sono azioni comuni che gli operai metalmeccanici devono saper svolgere, come carico e scarico di materiali, montaggio, lavorazioni meccaniche, programmazione e controllo dei macchinari, controllo di qualità e altri ancora.

ISTRUZIONE E COMPETENZE RICHIESTE

Nel settore metalmeccanico, le figure tecniche operano principalmente con macchinari per lavorare il metallo. L’automazione crescente sposta l’attenzione verso la programmazione dei macchinari anziché la loro conduzione diretta. Viene richiesta buona manualità e precisione.

Per intraprendere una carriera nel settore metalmeccanico è richiesto un livello di istruzione medio-alto a seconda della posizione ricoperta. È consigliabile possedere un diploma di perito meccanico o meccatronico, o una qualifica professionale equivalente.

Le competenze fondamentali in questo campo includono la conoscenza della meccanica, la capacità di interpretare il disegno tecnico e la comprensione delle norme di sicurezza per l’uso di materiali pericolosi.

Schematicamente, le competenze richieste sono:

–           Conoscenza delle lavorazioni meccaniche

–           Utilizzo e programmazione di macchinari automatizzati come le macchine CNC

–           Buona manualità

–           Precisione e attenzione ai dettagli

–           Capacità di lavoro di squadra

–           Flessibilità ad adattarsi a condizioni lavorative diverse

–           Forza e resistenza fisica per affrontare mansioni faticose

Lavora con noi

Sei interessato a lavorare nel settore metalmeccanico? Invia il tuo CV attraverso la nostra sezione Lavora con noi. Nel caso in cui si aprano posizioni che corrispondono alle tue competenze, non esiteremo a contattarti per un colloquio.

CONCLUSIONE

La metalmeccanica rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell’industria, caratterizzato da una vasta gamma di settori che vanno dalla produzione di macchinari alla costruzione di veicoli e aeromobili. Questo comparto non solo svolge un ruolo cruciale nell’economia nazionale e internazionale, ma anche nella promozione dello sviluppo tecnologico e dell’occupazione qualificata. Con quasi 2 milioni di lavoratori e un ruolo di leadership a livello europeo, l’industria metalmeccanica continua ad evolversi, spingendo sempre più verso l’automazione e l’innovazione tecnologica. L’operatore metalmeccanico, con le sue competenze e il suo impegno, rimane una figura centrale all’interno di questo contesto dinamico, contribuendo alla creazione di prodotti di alta qualità e alla competitività del settore a livello globale.

Fonti

ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica

Unimore – Università degli studi di Modena e Reggio Emilia

Fondazione Edison – fondazione di ricerca scientifica, socioeconomica e culturale dei sistemi produttivi locali

 

 

Tribologia: cos’è

Tribology

La tribologia, per definizione, è la scienza che studia l’attrito, la lubrificazione e l’usura. Parliamo, quindi, di tutte le problematiche che nascono dal moto tra due superfici sotto sforzo.
Per spiegare al meglio il tema in questione, è bene chiarire gli argomenti trattati da questa scienza.

ATTRITO

L’attrito è una forza che si oppone al movimento o moto di un corpo, in riferimento alla superfice in cui si trova. Esistono diverse tipologie di attrito:

Attrito radente

L’attrito radente si genera quando due superfici scivolano l’una sull’altra. Le superfici che generano l’attrito in questione vengono chiamate scabre. L’attrito radente può essere statico o dinamico. Si definisce attrito statico una forza che impedisce a corpi su una superfice scabra di muoversi, fino a quando la forza non supera una determinata soglia; quando la forza supera questa soglia, l’attrito cessa.
Dinamico, invece, quando un corpo scivola su una superfice, quindi è già in movimento, e rappresenta una resistenza che si oppone ad esso.

Attrito Volvente

La forza di attrito volvente si manifesta quando due corpi non perfettamente elastici rotolano, senza strisciare, l’uno sull’altro.

Attrito Viscoso

E la forza che si oppone al moto di un corpo in modo proporzionale alla sua velocità, quando il movimento del corpo avviene in un fluido

LUBRIFICAZIONE

La lubrificazione è processo, che implica l’uso di una sostanza (generalmente liquida) che posta tra due superfici ne riduce l’attrito e l’usura. La lubrificazione può essere eseguita manualmente o in modo automatico:

    • Lubrificazione manuale: comporta l’intervento di un tecnico con una pistola per grasso o uno strumento simile.
    • Lubrificazione automatica: viene utilizzato per emettere una certa quantità al momento e punto giusto, durante il funzionamento della macchina.

USURA

L’usura è un processo che produce danneggiamento o rimozione di materiale da una superfice solida a seguito di scivolamento, rotolamento o urto contro un altro corpo.
L’usura può essere suddivisa in quattro categorie:

      • Abrasione: asportazione superficiale di materiale, provocata da azioni di attrito ripetute nel tempo, ad esempio gli pneumatici degli autoveicoli.
      • Adesione: fenomeno in cui due corpi in contatto si attraggono e tendono a rimanere attaccati l’un l’altro.
      • Fatica superficiale: danneggiamento superficiale dato da un ripetuto contatto di rotolamento.
      • Tribossidazione: corrosione che nasce a seguito di vibrazioni, le quali creano piccoli movimenti di attrito tra due corpi.

 APPLICAZIONI E SETTORI

La tribologia, con le sue numerose applicazioni riguarda molti settori.
Tra le diverse applicazioni queste troviamo:

Nanotribologia, grazie alle nuove attrezzature di misurazione, è possibile studiare l’attrito su scala atomica. La nanotribologia ha, appunto, lo scopo di spiegare le leggi dell’attrito e definirne le sue proprietà nanoscopiche.

Biotribologia, tratta l’usura nel campo medico, quindi la analizza su protesi e apparecchi biomedici, come il pacemaker.

Tribologia Industriale, si concentra sui meccanismi industriali, in particolare sui cuscinetti, i quali sono dispositivi meccanici utilizzati per limitare l’attrito tra due superfici in movimento.

Tribologia Spaziale, studia le difficoltà che si possono presentare nello spazio, quindi ad esempio escursioni termiche alle basse pressioni, gestione della presenza di meteoriti solari e altre casistiche simili. Diversa dalle altre, in quanto le condizioni spaziali sono diverse da quelle sulla terra, un banale esempio è relativo alla lubrificazione, la quale, date le basse pressioni, non può essere liquida, ma è preferibile solida.

Ecotribologia, ci si riferisce ad un risparmio economico e un miglioramento delle condizioni ambientali, grazie alle nuove tecnologie e materiali utilizzati in campo tribologico

Fonti

Leggi dell’attrito di strisciamento, L. D. A. Richiami di Tribologia.

Boniardi, M. V., Casaroli, A., & Tagliabue, C. (2013). Fenomeni di danneggiamento dei materiali metallici dovuti all’esercizio (Failure Analysis).

Pujia, A., & Calabrese, C. (2008). Adesione. ATTUALITA’ODONTOSTOMATOLOGICHE

Breve storia delle PMI negli anni’80

Industrie anni 80

Nel 1979, nonostante l’opposizione di diverse forze politiche e famosi economisti, l’Italia entrò nel Sistema Monetario Europeo (SME). Lo SME fu il primo sistema di cambi fissi tra le diverse valute europee e precursore dell’euro.

Vista la maggiore inflazione nel Paese rispetto agli altri Stati membri, la competitività dell’industria italiana diminuirà per tutto il decennio.

Nel 1981 avvenne la separazione tra Tesoro e Banca d’Italia. Durante questo periodo, l’obiettivo di imporre maggiori regimi fiscali non venne portato a termine, causando la crescita degli interessi passivi a causa della mancanza di finanziamento monetario del deficit.

Sul piano economico, il Pil crebbe velocemente, però con esso anche il tasso di disoccupazione il quale alla fine del decennio, raggiunse un picco del 12%. In aggiunta a questo crebbe la spesa pubblica, la quale cominciò ad avvicinarsi a quasi il 50% del Pil.
Questo periodo fu caratterizzato dalla svalutazione della lira e l’uscita dell’Italia dal Sistema Monetario Europeo (SME).

Gli anni Ottanta, e parte degli anni Settanta, sono caratterizzati da diversi eventi: il peso del debito pubblico, il consociativismo, ossia l’associazione tra partiti o correnti politiche, il capitalismo relazionale e il mercato del lavoro stagnante. In conclusione, è possibile definirlo come un periodo particolarmente difficile che ha condizionato le crisi e i debiti successivi.

SVILUPPO DELLA PICCOLA MEDIA IMPRESA

Dalla metà degli anni Settanta, il peso e l’importanza delle piccole e medie imprese (PMI) industriali sono cresciuti particolarmente, in concomitanza anche con il primo shock petrolifero.

Il peso e la forza di tali imprese è stato a lungo sottovalutato, erroneamente ritenute realtà non adeguatamente professionalizzate o con strutture organizzative troppo basiche e le cui peculiarità venivano viste come uno svantaggio competitivo. In realtà strutture aziendali più semplice e leggere presentano sia pro che contro.

Seguendo l’idea di Stigler, il quale vede l’impresa come un insieme di funzioni e processi, nasce la teoria della disintegrazione verticale. Rilevante in questo periodo, dal momento che è stata una strategia ampiamente utilizzata dalle piccole imprese. Consiste nell’esternalizzazione di uno o più processi produttivi assegnandoli a imprese terze, in modo da diminuire i costi produttivi.

Negli ultimi vent’anni molte innovazioni, sia tecnologiche che organizzative, hanno avuto l’effetto di rendere maggiormente specializzate un crescente numero di funzioni aziendali.

Questa specializzazione comporta la necessità di figure professionali precise che non possono essere impiegate per altre funzioni. Quindi in periodi di crescita lenta e incerta, le imprese subiscono le conseguenze del sottoutilizzo relativo alle strutture più specializzate.

In queste circostanze, diventa utile prendere in considerazione l’incentivo di “make or buy”, quindi di scegliere se mantenere interno un processo (make) oppure esternalizzarlo (buy).

Con la presenza della destrutturazione quindi si crea una nuova domanda di beni e servizi intermedi per la produzione. Si aprono quindi nuove nicchie di mercato che attirano nuove imprese.

 

PMI NEL NUOVO MILLENNIO

In conclusione, gli anni ’80 sono stati un periodo di sfide e cambiamenti significativi per l’industria italiana e le piccole e medie imprese. L’adesione al Sistema Monetario Europeo ha introdotto nuove dinamiche economiche, ma la crescente inflazione e la mancata implementazione di regimi fiscali più rigidi hanno presentato serie sfide alla competitività del paese. Nonostante questo, le PMI hanno dimostrato una notevole resilienza, adottando strategie come la disintegrazione verticale per migliorare i processi produttivi e ridurre i costi. Tuttavia, la crisi economica degli anni ’90 ha messo in luce alcune fragilità strutturali, sottolineando la necessità di riforme più profonde per garantire la stabilità e la crescita a lungo termine.

Nonostante le sfide globali, il contributo delle PMI alla creazione di posti di lavoro rimane un elemento fondamentale dell’economia italiana. Queste ultime infatti rappresentano il 41% del fatturato nazionale, il 38% del valore aggiunto e il 34% degli occupati.
Questo evidenzia l’importanza di sostenere e promuovere l’innovazione e la produzione di qualità per affrontare le sfide future.

Fonti

Report Istat Censimento imprese

Boccole, Bussole e Bronzine: differenze

boccole bussole e bronzine

Boccole, bussole e bronzine sono termini spesso usati in meccanica per indicare lo stesso prodotto ma presentano delle piccole differenze.

Boccole

Il termine boccola deriva dal latino buccula, che significa piccola bocca. È un termine generico che indica un elemento cilindrico inserito tra due parti per ridurre l’attrito durante il movimento. Le boccole sono utilizzate in vari settori, dall’automobilistico all’aerospaziale, dalla meccanica pesante alle macchine da lavoro come escavatori, sollevatori, dozer ecc.

La loro funzione è facilitare il movimento, ridurre il rumore e proteggere da usura e corrosione. Le boccole possono essere realizzate in vari materiali, tra cui acciaio, bronzo, ottone e materiali polimerici come nylon, teflon, polietilene, ecc.

Bussole

Bussole in meccanica è un sinonimo di boccola. Il termine deriva dal latino “buxida” (scatola, vaso), usato anche per indicare la scatola contenente l’ago magnetico: bussola. Questo termine è spesso usato per definire la posizione della boccola all’interno di un sistema meccanico, come ad esempio bussola di riduzione, bussola di trazione, bussola di centraggio, ecc.

Bronzine

Come suggerisce il nome, per bronzina si intende un componente meccanico realizzato in bronzo. Tuttavia, anche se l’origine richiama al bronzo, il termine è spesso usato per definire boccole in acciaio o in altri materiali. È un termine molto usato nel settore agricolo e motoristico.

Cuscinetti

Il cuscinetto meccanico è un dispositivo progettato per ridurre l’attrito tra due oggetti in movimento. È più spesso utilizzato per indicare il cuscinetto a sfera o a rulli. La boccola è un tipo di cuscinetto con caratteristiche specifiche. Spesso, il termine “cuscinetto” viene usato per riferirsi, o alle boccole con termini che richiamano l’impiego, come cuscinetti a strisciamento, cuscinetto radente, oppure per riferirsi alla forma: cuscinetto liscio o cuscinetto piano o cuscinetto a manicotto.

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