
Dal 1° luglio 2026 è entrato in vigore il nuovo sistema europeo di salvaguardia sulle importazioni di acciaio. Con il nuovo regolamento, l’Unione europea ha rafforzato le misure già introdotte nel 2018, riducendo le quote di importazione esenti da dazio e aumentando il dazio applicato ai volumi eccedenti.
L’obiettivo è proteggere l’industria siderurgica europea dagli effetti della persistente sovraccapacità produttiva mondiale e dal crescente afflusso di acciaio proveniente da Paesi terzi.
Cosa cambia dal 1° luglio 2026
Il nuovo sistema mantiene il meccanismo delle quote tariffarie (Tariff Rate Quotas – TRQ), ma introduce modifiche significative rispetto al regime precedente.
Le principali novità sono:
- riduzione delle quote annuali di importazione esenti da dazio;
- quota complessiva fissata a 18.345.922 tonnellate;
- aumento del dazio fuori quota dal 25% al 50%;
- nuovo sistema di distribuzione delle quote tra Paesi con accordi commerciali preferenziali e altri Paesi esportatori.
Le importazioni che rientrano nelle quote continuano ad entrare nel mercato europeo senza il pagamento del dazio di salvaguardia. Una volta esaurita la quota disponibile per una determinata categoria di prodotto, si applica invece un dazio del 50% ad valorem, che si aggiunge agli eventuali dazi doganali già previsti.
Categorie di prodotti interessate
Le nuove misure di salvaguardia si applicano a 26 categorie di prodotti siderurgici. Di seguito sono riportate le categorie indicate nell’Allegato I del Regolamento (UE) 2026/1384:
- Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati
- Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati
- Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati – GOES)
- Fogli rivestiti di metallo
- Fogli a rivestimento organico
- Prodotti stagnati
- Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati
- Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili
- Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili
- Lamiere quarto laminate a caldo di acciai inossidabili
- Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati
- Barre di rinforzo
- Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili
- Vergelle di acciai inossidabili
- Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati
- Profilati di ferro o di acciai non legati
- Palancole
- Materiale ferroviario
- Tubi gas
- Profilati cavi
- Tubi di acciai inossidabili senza saldatura
- Altri tubi senza saldatura
- Grandi tubi saldati
- Altri tubi saldati
- Barre finite a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati
- Fili di acciai non legati
Perché la quota è stata fissata a 18,3 milioni di tonnellate
La Commissione europea l’ha calcolata applicando la quota di mercato delle importazioni registrata nel 2013, pari a circa il 13%, al consumo complessivo di acciaio dell’Unione europea nel 2024, ultimo anno per il quale erano disponibili dati completi.
Nel calcolo non sono state considerate le importazioni provenienti da Russia e Bielorussia, già soggette a divieti di importazione nell’Unione europea. Il risultato è una quota complessiva annuale pari a 18.345.922 tonnellate.
Perché l’UE ha rafforzato le misure
Secondo la Commissione europea, il mercato mondiale continua a essere caratterizzato da una forte sovraccapacità produttiva.
Le stime indicano un aumento della capacità in eccesso da 602 milioni di tonnellate nel 2024 a 721 milioni di tonnellate entro il 2027, con una crescente pressione sulle importazioni verso il mercato europeo.
Dal 2018 il settore siderurgico europeo ha inoltre registrato:
- oltre 30 milioni di tonnellate di capacità produttiva perse;
- circa 30.000 posti di lavoro persi;
- un tasso medio di utilizzo degli impianti pari ad appena 67% nel 2024.
Il sistema precedente introdotto nel 2018
Le misure di salvaguardia erano già state introdotte nel 2018, in seguito alle tensioni del commercio internazionale dell’acciaio.
Il sistema prevedeva:
- quote tariffarie (TRQ);
- importazioni entro quota senza dazio aggiuntivo;
- applicazione di un dazio del 25% sulle importazioni eccedenti la quota disponibile.
Il nuovo regolamento mantiene questa struttura, ma riduce i volumi disponibili e raddoppia il dazio oltre quota.
Come vengono distribuite le nuove quote
Le quote non vengono distribuite esclusivamente sulla base dei volumi storici di importazione o di esportazione.
L’articolo 5 del regolamento stabilisce che la Commissione europea debba tenere conto di diversi elementi, tra cui:
- la quota di mercato storica delle importazioni;
- la ripartizione delle importazioni per categoria di prodotto;
- gli accordi commerciali esistenti o futuri;
- gli effetti delle misure commerciali adottate da Paesi terzi;
- la diversificazione delle fonti di approvvigionamento;
- altri elementi di interesse dell’Unione europea.
Il regolamento di esecuzione prevede inoltre una ripartizione delle quote tra partner commerciali con accordi preferenziali e altri Paesi esportatori, oltre a quote specifiche per alcuni Paesi e categorie di prodotto.
I Paesi con accordi commerciali sono soggetti al nuovo dazio?
Sì.
Anche i Paesi che beneficiano di accordi commerciali preferenziali con l’Unione europea sono soggetti al nuovo sistema. Una volta esaurite le quote disponibili, anche per loro si applica il dazio del 50%.
Sono esclusi esclusivamente Islanda, Liechtenstein e Norvegia, oltre ai casi in cui trovino applicazione specifiche misure di salvaguardia bilaterali previste dal regolamento.
Quali settori potrebbero essere maggiormente interessati
Le nuove misure riguardano prodotti siderurgici e semilavorati utilizzati in numerosi comparti industriali.
Tra i principali settori che potrebbero risentire delle nuove regole figurano:
- costruzioni;
- automotive;
- macchine movimento terra;
- macchine agricole;
- impiantistica industriale;
- componentistica meccanica;
- oil & gas;
- infrastrutture ferroviarie.
L’impatto concreto dipenderà principalmente dalla categoria di prodotto importata, dal Paese di origine e dalla velocità con cui verranno esaurite le quote disponibili durante l’anno. Qualora le quote di una determinata categoria vengano raggiunte rapidamente, le imprese importatrici dovranno sostenere il nuovo dazio del 50%, con possibili incrementi dei costi di approvvigionamento per alcune materie prime e semilavorati.
Boccole in acciaio Sibo
Per le aziende che utilizzano componenti in acciaio e semilavorati siderurgici, sarà importante monitorare l’evoluzione delle quote disponibili e l’eventuale impatto sui costi di approvvigionamento delle materie prime.
Sibo produce boccole in acciaio per applicazioni industriali e realizza componenti personalizzati in acciaio. Per maggiori informazioni sui nostri puoi richiedere il catalogo tecnico compilando il form qui in basso, per richieste personalizzate e preventivi contattaci qui.




