
Oggi è il secondo produttore mondiale di macchine movimento terra, ma nel 1921 Komatsu Ltd. era solo l’officina meccanica interna a una miniera di rame.
Quando le vene di rame della miniera di Yusenji iniziarono a esaurirsi, il proprietario Meitaro Takeuchi prese una decisione per la sopravvivenza dell’attività: trasformare i manutentori in costruttori. L’officina venne separata dalla società madre per diventare un’azienda autonoma.
Il nome scelto, Komatsu (letteralmente “Piccolo Pino”), fu un omaggio alla città natale, preferito al cognome di famiglia per dare al progetto un’identità territoriale. Da quel momento, l’esperienza nel riparare attrezzi nel sottosuolo fu applicata alla costruzione di macchine di superficie.
Komatsu in breve:
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1921: Fondazione. Meitaro Takeuchi separa l’officina dalla miniera di rame di Yusenji. Nasce Komatsu Ltd.
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1924: Pressa idraulica. Viene realizzata la prima pressa per lo stampaggio dei metalli, segnando il passaggio alla produzione di macchinari industriali.
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1931: Trattore agricolo. Produzione del primo prototipo giapponese di trattore cingolato, spostando il focus sulla meccanizzazione di superficie.
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1943: Primo bulldozer (G40). Progettazione del primo bulldozer interamente giapponese. Nato per usi bellici, diventerà la base tecnica per tutta la linea civile.
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1961: Accordo Cummins. Partnership tecnica con l’americana Cummins per la produzione di motori diesel ad alte prestazioni su scala globale.
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2008: Tecnologia ibrida. Lancio del PC200-8, primo escavatore ibrido al mondo con sistema di recupero energia durante la rotazione della torretta.
Questa evoluzione ha permesso a Komatsu di mantenere il controllo sulla filiera, producendo internamente acciaio e componenti complessi, eredità della sua origine metallurgica.
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