
Il termine manicotto è estremamente generico: indica un cilindro cavo, neutro nella funzione, che richiama semplicemente una forma geometrica. In ambito tecnico, la parola manicotto non identifica un componente specifico, ma funge da contenitore concettuale: può diventare boccola, distanziale o giunto a seconda dell’impiego.
Quando si scende nel tecnico, il manicotto assume un nome specifico in base alla funzione:
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Se guida un perno → è una boccola
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Se separa due componenti → è un distanziale
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Se collega due tubi o alberi → è un giunto
Ad esempio, in meccanica, un manicotto utilizzato per unire due alberi coassiali prende il nome di giunto cilindrico, mentre se è inserito in un foro per accompagnare la rotazione di un perno, sarà definito boccola. La forma è sempre la stessa, ma il contesto d’uso ne determina il nome corretto.
Distanziale e boccola: uso e terminologia
In definitiva un distanziale è un componente meccanico pensato per mantenere due parti separate a distanza fissa. Ha forma cilindrica, spesso cava, e viene impiegato per allineare componenti o colmare vuoti in modo pratico. Non è destinato a sopportare carichi rilevanti, ma esclusivamente a garantire una spaziatura precisa.
Una boccola, invece, è un inserto cilindrico concepito per fungere da cuscinetto liscio o guida, riducendo l’attrito tra parti in movimento reciproco. È progettata per supportare carichi radiali (come quelli esercitati da un perno o da un albero) e per proteggere le superfici d’appoggio dall’usura.
Sebbene formalmente simili (entrambi possono essere tubi o anelli cilindrici), distanziali e boccole si distinguono per la funzione. In alcuni casi, però, il confine è sottile per capirci useremo il termine “contenitore” manicotto:
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Un manicotto montato attorno a un perno, se lavora come supporto, può essere considerato di fatto una boccola.
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Un manicotto che non accompagna rotazioni né movimenti, ma serve solo a separare due componenti statici, agisce funzionalmente come un distanziale.
Non dovendo sopportare carichi radiali significativi, i distanziali non sono cementati e vengono prodotti con tolleranze dimensionali più ampie, coerenti con la loro funzione di semplice separatore.
Distanziale e boccola: uso e terminologia
In definitiva un distanziale è un componente meccanico pensato per mantenere due parti separate a distanza fissa. Ha forma cilindrica, spesso cava, e viene impiegato per allineare componenti o colmare vuoti in modo pratico. Non è destinato a sopportare carichi rilevanti, ma esclusivamente a garantire una spaziatura precisa.
Una boccola, invece, è un inserto cilindrico concepito per fungere da cuscinetto liscio o guida, riducendo l’attrito tra parti in movimento reciproco. È progettata per supportare carichi radiali (come quelli esercitati da un perno o da un albero) e per proteggere le superfici d’appoggio dall’usura.
Sebbene formalmente simili (entrambi possono essere tubi o anelli cilindrici), distanziali e boccole si distinguono per la funzione. In alcuni casi, però, il confine è sottile per capirci useremo il termine “contenitore” manicotto:
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Un manicotto montato attorno a un perno, se lavora come supporto, può essere considerato di fatto una boccola.
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Un manicotto che non accompagna rotazioni né movimenti, ma serve solo a separare due componenti statici, agisce funzionalmente come un distanziale.
Non dovendo sopportare carichi radiali significativi, i distanziali non sono cementati e vengono prodotti con tolleranze dimensionali più ampie, coerenti con la loro funzione di semplice separatore.

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